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Un maestro elementare a vent'anni, direttore didattico a ventotto, consigliere comunale, corrispondente del Mattino. Ma questo libro non racconta una carriera: racconta un bambino irpino con i boccoli biondi che raccoglie i "sichi" nella falegnameria del padre, che ha paura delle janare di cui parla nonno Meo, che vede per la prima volta l'Arco di Traiano e lo scambia per un gigante di pietra.
Bartolomeo Tribuna, nato a Cassano Irpino nel 1950, ha scelto trentasei momenti. Non una vita intera, non un'autobiografia (genere che dichiara apertamente di detestare), ma frammenti scelti perché hanno lasciato un segno. Il primo amore a sette anni. Le trebbie Lombardini alimentate a petrolio nelle estati di lavoro. Lo scontro con un vecchio preside che parlava latino per metterlo alla prova. I giochi dell'infanzia in un'Italia contadina che non esiste più.
È un libro che fa due cose insieme. Restituisce un mondo l'Irpinia rurale del dopoguerra, le sue parole, i suoi mestieri, le sue superstizioni, annotate con la precisione di chi sa che senza spiegazione andrebbero perdute. E mostra come da quel mondo sia venuto fuori un uomo: quali cose ha imparato, da chi, e a che prezzo.
"Nel Mémoire non contano tanto il fatto o l'evento vissuti, ma come essi sono stati vissuti e che traccia hanno lasciato."
Per chi ha conosciuto quell'Italia e vuole ritrovarla. Per chi non l'ha conosciuta e vuole capire com'era. Per chiunque abbia mai pensato che valga la pena scrivere prima che la memoria si consumi.
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