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"E se mai un giorno qualcuno vorrà saper perché Valbassa resistette, basterà risponder così: perché non difendeva un castello, ma un'idea.
E le idee, come quella brace sotto la cenere, non muoiono mai".
Romagna, 1444.
Dopo dieci anni di intrighi, tradimenti e guerre combattute nell'ombra, Valbassa non è più una terra marginale: è divenuta il punto fragile in cui si incontrano le ambizioni dei grandi Signori d'Italia e la volontà ostinata di un popolo deciso a non piegarsi.
Mentre la guerra tra Malatesta, Montefeltro e Sforza infiamma la Romagna e la Marca, un disegno più vasto prende forma lontano dai campi di battaglia: una trama politica e dottrinale che mira a spezzare le piccole Signorie, a ridurre le comunità a strumenti di potere, a sostituire l'equilibrio delle terre con il dominio di pochi grandi condottieri fedeli solo a sé stessi.A Valbassa, però, quel disegno trova resistenza.
Brace sotto la cenere è il racconto di una resistenza disperata e necessaria. Non la difesa di mura o di privilegi, ma di una libertà antica, fragile e imperfetta. È la storia di Signorie stanche e indebitate, di capitani senza gloria, di famiglie lacerate, e di un popolo che scopre di essere la vera spina dorsale del potere che lo governa.
Perché anche quando tutto sembra perduto, quando i castelli cadono e i nomi scompaiono, resta sempre qualcosa che arde sotto la cenere.